Da Foligno a Colfiorito

Distanza: 25,4 km. – Asfalto: 9,81 km. – Sterrato: 9,54 km. – Sentiero: 6,05 km. - tempo di percorrenza: 8 ore - Difficoltà: impegnativo

altezza massima: 893 mt. - Partenza: 235 mt. – arrivo: 760 mt. – dislivello(+):930 mt. – dislivello(-): 400 mt.

Da Foligno a Colfiorito

Avvertenze

È la tappa più impegnativa di tutto il Cammino Francescano della Marca sia per lunghezza che per dislivello. Si consiglia, specie nelle giornate assolate estive, di partire da Foligno nelle prime ore della giornata. La salita che va da Belfiore a Pale, seppur in ombra, è ripida e spesso soggetta a frane.

Descrizione

Dal Ponte della Liberazione di Foligno si percorre su sentiero l’argine sinistro del fiume Topino in direzione Nord-Est e dopo 800 mt. si imbocca la pista ciclabile che costeggia il fiume. Passati sotto il ponte della SS3, si prosegue mantenendosi sulla destra fino a raggiungere via Antonio Allegri. Si gira a destra e la si percorre per circa 450 mt. fino alla casa numero civico 11 che si incontra sulla destra. Subito si piega di nuovo a destra su un sentiero che si immette su sterrato fino a raggiungere via Donato Bramante e successivamente Via Scanzano. Attraversato il fiume su ponte e di seguito a S.P. 449 si entra nell’abitato di Vescia- Scanzano per imboccare a destra Via dei Frantoi. La strada prosegue verso Belfiore per Via del Molino e via Borgaccio e continua poi in salita in via Altolina fino a raggiungere, imboccando un sentiero sulla destra, la valle omonima famosa per le sue cascate. Il sentiero si snoda tortuoso in salita per entrare nell’abitato di Pale: dalla piazzetta del fontanile si imbocca sulla sinistra un sentiero di 800 mt. che conduce a Ponte Santa Lucia da cui, per strada asfaltata, si raggiunge dopo 2 km. la frazione di Sostino che si supera proseguendo in direzione Franca. Dopo 5 km. di strada brecciata ed aver oltrepassato il bivio per Franca, si gira a sinistra percorrendo 600 mt. fino a raggiungere la strada asfaltata che da Colfiorito conduce a Capodacqua all’altezza della Chiesa della Madonna di Ricciano. La si percorre per 160 mt. in direzione Capodacqua e si gira a destra per prendere un sentiero che conduce sul crinale tra Seggio e Forcatura (1,4 km.); all’incrocio girare a destra su strada sterrata che conduce dopo 2,1 km. all’abitato di Forcatura, da dove, proseguendo su asfalto si raggiunge dopo 3 km. il paese di Colfiorito.

Foligno

Da sempre centro nodale di passaggio, Foligno è tutt’ora considerata città crocevia di cammini, merci e culture. Lo era per i romani e per i pellegrini medievali che qui confluivano da Umbria e Marche per dirigersi verso Roma. Anche oggi qui a Foligno s’incrociano le vie francigene orientali e meridionali che insieme poi confluiscono nella Francigena propriamente detta. Grazie al continuo flusso di pellegrini è stata sempre città di stazione, accoglienza e sosta e di conseguenza ha sempre sviluppato servizi di tutti i tipi. Curioso è quello della tipografia del 1470, la quarta in Italia, che provvedeva a stampare libretti di preghiera, orazioni, vite di santi e poemetti popolari da vendere ai pellegrini e non solo. Addirittura la tipografia folignate, l’11 aprile del 1472, diede alla luce la prima edizione della Divina Commedia di Dante.

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Barbanera da Foligno

02Ricordate il celebre almanacco Barbanera appeso in cucina o nella stalla di quasi tutte le case di campagna? Ebbene il lunario che si utilizzava per attività quotidiane, lavori agricoli, previsioni del tempo, santi e feste previsti in calendario, quella sorta di vademecum di vita e lavoro, oltre che strumento di alfabetizzazione dei ceti rurali, deve il suo nome a un personaggio realmente esistito a Foligno, soprannominato appunto Barbanera. Figlio di numerosa famiglia andò a studiare in convento e poi, spinto da vocazione eremitica, si isolò dalla comunità monastica per dedicarsi alla contemplazione del cielo. Dai suoi studi astronomici nacque il calendario Barbanera, venduto dal 1762 nelle fiere e nei mercati popolari da ambulanti e cantastorie.

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Foligno centro del mondo

Per antica tradizione Foligno è designata da molti anche se non da tutti, “lu centru de lu munnu” (il centro del mondo), in quando credenza vuole che sia il centro d’Italia e quindi, in un ottica mediterranea, il centro del mondo antico. Fino a qualche anno fa, ironicamente, il centro esatto veniva fatto ricadere sul birillo centrale del biliardo del bar del corso di Foligno, ma oggi, con decreto di Giunta, l’amministrazione comunale ha sancito che il centro esatto è il trivio, incrocio fra cardo e decumano romani. Inoltre, sul panoramico viale che costeggia le Mura, si notano 81 sedili in mattoni dalla forma curiosa di esedra. Sono i cosiddetti Canapè fatti costruire a proprie spese, e naturalmente a proprio uso, dai notabili della città. Oggi, però, sui canapè si può sedere chi vuole, anche i pellegrini stanchi del cammino.

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L’Olio d’oliva DOP

Per antica tradizione Foligno è designata da molti anche se non da tutti, “lu centru de lu munnu” (il centro del mondo), in quando credenza vuole che sia il centro d’Italia e quindi, in un ottica mediterranea, il centro del mondo antico. Fino a qualche anno fa, ironicamente, il centro esatto veniva fatto ricadere sul birillo centrale del biliardo del bar del corso di Foligno, ma oggi, con decreto di Giunta, l’amministrazione comunale ha sancito che il centro esatto è il trivio, incrocio fra cardo e decumano romani. Inoltre, sul panoramico viale che costeggia le Mura, si notano 81 sedili in mattoni dalla forma curiosa di esedra. Sono i cosiddetti Canapè fatti costruire a proprie spese, e naturalmente a proprio uso, dai notabili della città. Oggi, però, sui canapè si può sedere chi vuole, anche i pellegrini stanchi del cammino (www.cipolloni.com).

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Il Menotre

03 Menotre - foto Luciano MonceriMolti sono i corsi d’acqua incontrati dal Cammino Francescano della Marca, ma di certo, simbolicamente parlando, il più significativo per suggestione e bellezza è il Menotre, fiume che scorre interamente in territorio folignate e che nasce a quota 800 slm per poi confluire nel Topino. In passato la sua acqua fresca e abbondante fece sì che le molte frazioni montane potessero crescere ricche e accoglienti ed ancor oggi, nonostante le molte captazioni che ne hanno ridotto la portata, il fiume mantiene intatta la sua bellezza. Il Cammino Francescano della Marca ne segue gran parte del corso e spesso si affaccia sulle sue numerose cascate. La purezza delle sue acque rappresentano l’habitat ideale per trote fario e per i gamberi di fiume (specie quelli in via d’estinzione). Per informazioni sul territorio dell’Altolina rivolgersi all’Aula Verde Altolina “Omero Savina” di Pale, Centro Nazionale di Formazione Ambientale e sede dell’associazione F.I.E. Valle Umbra Trekking.
Per tutte le info e le attività organizzate dall’Associazione consultare il sito
www.fievalleumbratrekking.it/

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Pale fra storia e modernità

04 Eremo di Pale - foto Giulio CapoccioniFrazione di Foligno che si è distinta nei secoli come importante centro culturale. Recenti scavi archeologici hanno evidenziato la fruizione delle montagne di Pale come Santuario fin dall’età del ferro. L’acqua abbondante del Menotre e la vicina Via Plestia (antica via di comunicazione degli umbri che collegava le pianure folignati al pianoro di Colfiorito), fanno di Pale un centro d’importanza strategico militare e commerciale, tanto da divenir sede di importanti cartiere e opifici di panni. Da vedere il castello del XV sec e la chiesa dei SS. Biagio e Margherita del XII sec. nella quale è presente un raro affresco del Santo Graal. Con una breve deviazione di 20 minuti si potrà ammirare il piccolo eremo di S. Maria Giacobbe* (dedicato a S. Maria Jacobi con riferimento a S. Giacomo Maggiore e alle vie di pellegrinaggio europee). Col terribile terremoto del 1997 Pale ha subito gravissimi danni e tutti gli abitanti sono stati evacuati. Solo da pochi anni il paese sta tornando a vivere con il lento ritorno degli abitanti nelle case ristrutturate.

*Apertura dell’Eremo di S. Maria Giacobbe a Pale su prenotazione con qualche giorno di anticipo, per gruppi minimi di 5 persone. INGRESSO: offerta libera. Per info Pier Giorgio 338-5980774 oppure Eraldo 348-6519553

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Sostino nomen omen

05 Sostino - foto Daniele GirolimettiIl nome di questa frazione di Foligno è già tutto un programma. Situato a circa metà strada fra Foligno e Colfiorito, Sostino è stato, ed è ancora, un ottimo punto di ristoro per affrontare il resto della strada. La fonte lavatoio pubblica dona un’acqua pura e salubre tanto da attirare molte persone a farne scorta. La stessa fonte garantisce ombra nelle giornate assolate ed ha a disposizione tavoli e sedie per i pellegrini. In una via laterale del borgo c’è anche un bar, spesso chiuso, ma che viene aperto su richiesta suonando il campanello dell’abitazione soprastante. Per tutto il medioevo questa località, oggi isolata, ha avuto momenti di splendore economico. Documenti d’archivio rivelano numerose locande e taverne e un episodio singolare: Papa Paolo III, nel 1563, in viaggio nei territori umbri, concedette riposo a sé stesso e al proprio seguito in una locanda dove il taverniere prese coraggio e espose la sua misera condizione economica al Papa il quale, commosso, gli accordò l’esenzione dalle tasse dovute al comune di Foligno. Magari se fatti del genere succedessero anche oggi, tante attività commerciali, poste in zone di montagne quasi disabitate, non chiuderebbero come invece sta accadendo.

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Parco regionale di Colfiorito, la palude come ecosistema

06 Parco di Colfiorito - foto Maurizio SerafiniEnte istituito nel 1995 su un’area che era già stata protetta dalla convenzione Ramsar del 1976. In epoca antica tutta la pianura di Colfiorito era un’immensa palude. Sin dal Paleolitico Superiore le popolazioni si sono insediate nei monti che circondano il pianoro e in seguito tentarono di bonificare piccole aree. Soltanto in epoca romana l’opera di bonifica viene eseguita e realizzata in maniera scientifica e metodica, poi adeguata dai Varano nel XV sec. e in ultimo da Mussolini. Questa continua opera di restringimento dell’area palustre ha scompensato i moti migratori dell’avifauna rendendo quindi necessaria una soluzione per ripristinare l’ecosistema palustre. Il piccolo parco ospita numerose specie vegetali e animali sia stanziali che migratorie. In pochi ettari si passa dalla palude ai prati coltivati, dalle colline alla montagna e ai prati montani, rendendo unico l’ecosistema e quindi possibile una ricca biodiversità. Contattando preventivamente la sede del Parco si possono concordare visite guidate e appostamenti di bird watching nei punti strategici della palude.

PARCO DI COLFIORITO E MUSEO NATURALISTICO

Info: 0742-681011 (Colfiorito) oppure 0742-350129 (sede di Foligno).

ORARI: Lun 9,00-13,00 e 15,00-17,00 Mar-Ven 9,00-13,00

Periodo estivo (da metà giugno fino al primo weekend di settembre): Mar-Ven 9,00-13,00
Sab-Dom, festivi e periodo della Sagra della Patata Rossa 10,00-13,00 e 15,00-18,00
Ingresso libero

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La patata rossa di Colfiorito

07 patata rossa di ColfioritoLa patata rossa di Colfiorito è un IGP (Indicazione Geografica Protetta) d’importanza vitale per le attività agricole e commerciali dell’intera area e coltivata nei territori comunali di Foligno, Nocera Umbra, Valtopina, Sellano, Serravalle del Chienti, Muccia, Pievetorina, Sefro, Visso e Montecavallo. Di forma ovale e allungata, la patata presenta una buccia sottile e ruvida dal caratteristico colore rosso opaco, che riveste una croccante polpa paglierina. Viene coltivata in quantitativi modesti ed è dunque difficile da reperire al di fuori della zona di produzione. La coltivazione della “patata rossa” è attestata sin dal XVIII sec. quando venne probabilmente introdotta dalle truppe francesi di stanza sull’altopiano durante il periodo napoleonico. Qui trovò il suo habitat ideale.Venne poi presto conosciuta grazie ai numerosi viaggiatori che seguendo le vie di pellegrinaggio si fermavano in zona e ne apprezzavano la bontà. Anche oggi in tutti i ristoranti di Colfiorito resta l’ingrediente base della cucina locale. Nella seconda metà di agosto la patata rossa viene festeggiata con una sagra annuale solitamente molto frequentata.

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