Da Colfiorito a Muccia

Distanza: 18,8 km. – Asfalto: 8,2 km. – Sterrato: 5,15 km. – Sentiero: 5,45 km. - tempo di percorrenza: 6 ore - Difficoltà: media

altezza massima: 950 mt. - Partenza: 760 mt. – arrivo: 460 mt. – dislivello(+):750 mt. – dislivello(-): 850 mt.

Avvertenze

Tappa ancora in fase di assestamento per via dei cantieri della superstrada Civitanova/Foligno che ne modificano spesso la transitabilità. Da affrontare con attenzione la discesa che dal punto più alto del Cammino scende a Serravalle di Chienti: è ripida e con placche scivolose specie in caso di pioggia e di umidità. Altro punto da fare con cautela è nel bosco dopo Bavareto: un tratto di ripida roccia da attraversare è stato attrezzato con delle corde di sicurezza. Inoltre c’è da attraversare dopo il bosco il fiume Chienti. Sono state attrezzate delle pietre di passaggio ma in caso di grossa portata d’acqua il guado potrebbe risultare insidioso.

Descrizione

Si parte da Colfiorito percorrendo Via Plestia. Una volta raggiunta la Chiesa di Plestia, si prosegue fino all’abitato di Taverne, oltrepassato il quale si percorre la strada asfaltata dell’altopiano per circa 3 km. fino a raggiungere località Fonte delle Mattinate. 50 mt. prima dell’imbocco sulla statale si gira a destra per per uno sterrato, chiuso ai mezzi da una sbarra, che resta in quota sulla destra dell’alveo del fiume Chienti. Il sentiero sale fino a un colle alla cui sommità c’è un quadrivio di sterrati. Tenersi su quello più a sinistra in discesa fino all’imbocco del sentiero a sinistra che scende per ripidi tornanti verso Serravalle di Chienti. Attraversato il paese si raggiunge la frazione di Bavareto percorrendo la strada che si snoda parallela alla statale. Da qui parte il sentiero lungo fiume fino ad una piccola centrale idroelettrica che costringe a guadare il fiume all’altezza di una piccola diga. Si passa sotto il ponte della statale e si prosegue su sterrato fino alla frazione di Gelagna Bassa. Il sentiero continua per circa 1,2 km, dopo di che, all’altezza di un ponte romanico, si prosegue su strada sterrata che sale fino al Santuario della Madonna di Col dei Venti (2,2 km.). Dal Santuario si ridiscende per ripido sentiero verso l’abitato di Muccia.

Plestia

01Il pianoro di Colfiorito fu abitato sin dal Paleolitico Superiore. Le attestazioni storiografiche latine ci indicano un importante centro cultuale dedicato alla Dea Cupra, confermato dalle testimonianze archeologiche. La Dea Cupra, identificata dai Latini con la Dea Bona, era una divinità legata al culto delle acque e veniva venerata, seppur con nomi leggermente diversi, dagli Umbri, dai Piceni, dagli Etruschi e da alcuni popoli del mare. Notiamo ancora una volta i forti vincoli che univano i due versanti dell’Appennino, che, come disse l’amico del Cammino Gianluca Diamanti, “è l’unica catena che non divide.” Divenuta dominio romano, Plestia fu Municipio della Regione VI Augustea. Dell’antica città, che sorgeva nel luogo ove si erge tuttora la chiesa di S. Maria di Pistia, nessun vestigio resta più sopra terra, ma nel corso dei lavori agricoli spesso s’incontrano antichi muri e materiali costruttivi. Nella zona si sono avuti inoltre notevoli ritrovamenti della prima Età del Ferro attestanti l’importanza di quel centro anteriore al dominio romano. Sede vescovile, sulla fine del sec. V, la città di Plestia fu menzionata per l’ultima volta sotto Ottone III, che nel 996 vi emanò due diplomi e poi, nell’XI sec. misteriosamente e improvvisamente sparì, forse in seguito all’inondazione e all’impaludamento del contiguo lago, dando vita a vari castelli circonvicini che dell’antica città utilizzarono le pietre. Il materiale ritrovato ad oggi è in gran parte esposto al Museo Archeologico di Colfiorito.

MUSEO ARCHEOLOGICO DI COLFIORITO (MAC)

  • Orario invernale (da ottobre a marzo): Ven 10,00-13,00; Sab-Dom 10,00-13,00 e 15,00-18,00
  • Orario estivo (da aprile a settembre): Ven 10,00-13,00; Sab-Dom 10,00-13,00 e 16,00-19,00

Ingresso: 3 € (ridotto) – 4 € (intero)
Info: 0742.681198 (Mac) – 0742.330584 (Palazzo Trinci)

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S. Maria di Plestia, la chiesa in due regioni

01 Basilica di Plastia - foto Aldo Cavini BenedettiLa Basilica di S. Maria di Plestia segna il confine tra Umbria e Marche a tal punto che lo stesso edificio è diviso tra le due regioni: la navata, la cripta e l’altare sono nelle Marche, mentre il sagrato, con la colonna d’angolo del porticato, è in Umbria. Sorta su un tempio romano, Plestia venne cristianizzata nel 250 da San Feliciano, Vescovo di Foligno, e resa intorno al 500 sede vescovile. La Basilica, distrutta probabilmente da un terremoto, fu riedificata attorno all’anno 1000 e per tutto il XV secolo rimase il centro spirituale e commerciale della montagna, raccogliendo gente e mercati durante le festività mariane. La navata unica vede in fondo un presbiterio sopraelevato sulla cripta sottostante la quale contiene 14 colonne di marmo bianco e un’ara pagana. Dal terremoto del 1997 è spesso chiusa per motivi di sicurezza ma è ancora visitabile chiamando preventivamente il Comune di Serravalle di Chienti allo 0737.53121 o la responsabile Isabella Piermarini 339.6372705. Possibilità di visite guidate a 2 € a persona.

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E se capitate a tempo giusto…

02 Colfiorito - Montelago Celtic FestivalSe programmate il vostro cammino in alcuni precisi momenti dell’anno potreste far combinare l’esperienza francescana con due eventi, diversi tra loro ma unici e assolutamente di grande fascino, che si svolgono agli altopiani plestini.
Il primo è la Processione Penitenziale che si svolge il Venerdì Santo di ogni anno a Colfiorito. Alle ore 21, dalla chiesa parrocchiale, esce una processione particolarmente suggestiva e scenografica, soprattutto per la presenza di numerosi uomini penitenti incappucciati, scalzi, con lunghe catene ai piedi da trascinare e una croce sulle spalle. Viene accompagnata da un canto di antichissima tradizione che alle strofe del Miserere di un coro maschile intercala quelle dello Stabat mater di un coro femminile.
Il secondo è il Montelago Celtic Festival che si svolge ogni anno nel primo week end di Agosto nei prati di Taverne di Serravalle di Chienti. E’ una manifestazione internazionale di musica e cultura celtica che richiama oltre 20.000 persone da tutta Europa. Il pubblico si accampa nell’altopiano con tende e camper e vive, come in una Woodstock moderna, tre giorni lontano dalla frenesia della vita moderna, in costume storico e danzando sulle note arcaiche di arpe e cornamuse. Info e programma su
www.montelagocelticfestival.it

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Botte di Varano

03 Botte Varano - foto Luciano MonceriPoco prima di uscire dall’Altopiano di Colfiorito, in località Fonte delle Mattinate, (tra l’altro non dimenticate di fare qui rifornimento d’acqua: è una delle acque più buone dell’intero Cammino Francescano della Marca), nascosto dalla vegetazione, c’è l’ingresso di una delle opere idrauliche rinascimentali meglio conservate e imponenti d’Italia: la Botte Varano. Questa importante opera in pietra squadrata, commissionata da Giulio Cesare Varano da Camerino, fu costruita nella seconda metà del ‘400 su progetto di ingegneri idraulici fiorentini per drenare le acque palustri e rendere così coltivabili altri terreni. Le acque di drenaggio fuoriescono a monte di Serravalle alimentando il corso del Fiume Chienti che diventerà, lungo il suo tragitto, il secondo fiume dal bacino imbrifero più grande delle Marche. Durante i lavori di restauro dopo il terremoto del 1997, si scoprì un condotto simile e parallelo creato in epoca romana. Entrambe le strutture sono visitabili tutti i giorni su prenotazione telefonica agli uffici comunali o alla Pro Loco di Serravalle di Chienti.

BOTTE DEI VARANO e CONDOTTO ROMANO
Apertura su prenotazione per gruppi di almeno 5 persone
INGRESSO: Euro 5,00
Info: 339-6372705 oppure 329-9785199

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I dinosauri di Serravalle di Chienti

Passando per Serravalle di Chienti una visita merita il Museo Paleontologico dove sono visibili resti fossili di mammuth, ippopotamo, rinoceronte, elefante di origine africana, tigre dai denti a sciabola, orsi, cervidi di piccola taglia e di grandi dimensioni di 900.000 anni fa. Tali sorprendenti resti animali provengono da due scavi fatti in territorio comunale nelle frazioni di Collecurti e Cesi che rappresentano la più antica testimonianza in Italia degli eventi migratori ed evolutivi manifestatisi alla fine del Pleistocene inferiore. Ancora una volta l’ambiente paludoso dell’Altopiano di Colfiorito ci racconta un’altra storia che si perde nella notte dei tempi. I reperti sono visitabili tutti i giorni su prenotazione telefonica agli uffici comunali o alla Pro Loco di Serravalle di Chienti.

MUSEO PALEONTOLOGICO ARCHEOLOGICO (MUPA) di Serravalle di Chienti
aperto solo Domenica 10,00-13,00 o su prenotazione telefonica
INGRESSO: Euro 1,00 (ridotto) – Euro 2,00 (intero)
Info: 339-6372705 oppure 329-9785199

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La Calata del Vicario

06Tra Serravalle e la frazione di Gelagna Bassa, la valle del Chienti si restringe in una stretta gola rocciosa che costringe il sentiero del Cammino Francescano della Marca a percorrere il lungo fiume transitando per insidiose roccette spesso scivolose. Attenzione! È uno dei pochi punti del Cammino che ha bisogno di essere attraversato con cautela. Per aiutare il passaggio questo tratto è stato attrezzato con delle corde fisse. Questo fu fatto conseguentemente alla caduta nel fiume Chienti di uno dei promotori del cammino durante un sopralluogo: l’allora Vicario Vescovile Don Paolo Giulietti (autore tra l’altro di varie guide sui pellegrinaggi). Siccome il Cammino vive di molte esperienze personali e anche di un buon spirito goliardico e visto che la vicenda soprattutto si concluse positivamente, l’incidente divenne simpaticamente il pretesto per creare una nuova toponomastica e il luogo fu battezzato La Calata del Vicario. Di queste storie ne troverete altre lungo tutta la Via e sicuramente andranno ad aumentare nel corso degli anni.

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Mulino e centrale idroelettrica di Gelagna Bassa

La centrale idroelettrica di Gelagna Bassa, costruita nel 1913, produce ancora energia elettrica dopo tre generazioni grazie agli stessi macchinari di allora! E’ stata solo la passione del titolare Fausto Barboni a mantenere in ottimo stato e in funzione quel che sembra un luogo di archeologia industriale. E il mulino che la ospita, risalente al 1600, è semplicemente incredibile. Luogo simbolico non soltanto dell’economia locale, ma soprattutto dello spirito conservatore e allo stesso tempo imprenditoriale che alimenta il popolo marchigiano, rappresenta per Fausto il poetico e profondo riconoscimento delle proprie radici. Ma non è tutto: all’interno del mulino il signor Barboni ha allestito un piccolo B&B e siccome il Cammino Francescano della Marca ci passa proprio davanti, vale la pena sostarci se non altro per sentire qualche appassionata storia della sua famiglia di sognatori. Per contatti e prenotazioni: Fausto Barboni tel. 335 711 9520 www.ilmulinodigelagna.it

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Chiesa di Madonna Col dei Venti e Eremo del Beato Rizzerio

07 Eremo Beato RizzerioEntrati in territorio comunale di Muccia dopo aver sfilato alla sinistra di un ponte romanico, il Cammino Francescano della Marca procede in salita fino al colle della Chiesa di Madonna Col dei Venti, santuario meta di pellegrinaggi completamente ricostruito nel XIX secolo sulle fondamenta di uno precedente del XIV secolo. Dal suo terrazzo posto alla sommità del crinale lo scorcio è ampio con vista sulla Val di Chienti, sui profili dei Monti Sibillini e sul sottostante borgo medievale di Muccia. Con una deviazione di circa due chilometri dal Cammino, da qui si può raggiungere un eremo abitato dal Beato Rizzerio da Muccia. Rizzerio, nato da famiglia nobile e facoltosa, conobbe Francesco durante la sua predicazione bolognese e lo seguì divenendo uno dei più devoti seguaci del Poverello d’Assisi. Si ritirò poi qui a condurre un’esistenza eremitica in una grotta dove morì il 7 febbraio 1236. Un’originale torre sbrecciata fa da contrasto alla solidità del corpo centrale dell’Eremo, quasi a simboleggiare la futilità dei beni terreni contrapposta alla solidità della croce di Cristo. Oggi l’eremo è diventato un organizzato centro di accoglienza per ritiri spirituali e pellegrini e vi si può pernottare e ristorare prenotando sul sito www.eremodelbeatorizzerio.it

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